Il paesaggio agricolo è caratterizzato da una fitta trama a vigneti e colture arboree specialistiche (frutteti e oliveti) che si espande dentro la valle e prosegue sul piano di campagna senza soluzione di continuità fino quasi al mare. Il fiume, completamente attanagliato dal geometrico appoderamento dei coltivi è percepibile solo nella lieve serpentina di vegetazione ripariale che taglia debolmente la piana. La valle fluviale presenta un profilo asimmetrico con un versante più acclive sulla destra idrografica e  più dolce e degradante sulla sinistra, dove si affaccia il centro di San Ferdinando di Puglia e si scorgono, in lontananza, Trinitapoli e Margherita. Sulla destra, a dominare questo tratto c’è la città di Canosa,  avamposto del sistema murgiano e città-snodo tra il fiume e le antiche vie di percorrenza trans-appenniniche dal Tirreno all’Adriatico. Sempre sul lato più acclive della valle, da Canosa verso la foce, si sviluppa un sistema sopraelevato di masserie storiche (masseria di Boccuta, masseria di Canne, Masseria Poggiofranco ), direttamente connesse alla valle da una serie di strade perpendicolari che si innestano sulla strada delle Salinelle (percorso storico di connessione lungo la valle). Una fascia di coltivi arborati si sviluppa a corona dell’altopiano, al di sotto delle masserie e, grazie alla morfologia articolata del rilevo, definisce un paesaggio di pregio.

Altra emergenza visuale caratteristica della valle è il sito archeologico di Canne della Battaglia, che si sviluppa su un avamposto strategico a guado della valle fluviale, tra l’entroterra e il mare.

Proseguendo verso la foce il paesaggio cambia: i profili della valle si abbassano fino a confondersi con la piana costiera, il fiume si allarga, le sponde si allontanano e il mare si infiltra progressivamente diventando il fattore determinante del nuovo assetto agricolo-vegetazionale.

Un sistema di orti costieri dalla fitta trama agricola ortogonale alla costa si sviluppa a ridosso della foce fluviale. Queste aree, coltivate in maniera intensiva, sono inframezzate da sporadiche forme di vegetazione spontanea, residui esigui delle steppe salate e delle garighe costiere che caratterizzavano il paesaggio della foce prima delle trasformazioni antropiche. Si tratta di un’area caratterizzata dalla forte presenza dell’uomo attestabile non solo dagli orti ma anche da ampie zone edificate in aree sensibili (villaggio turistico di Fiumara) e dalle trasformazioni della morfologia costiera. Il sistema dunare appare così degradato da essere quasi irriconoscibile per le modificazioni apportate sia dall’attività edilizia che dalle pratiche agricole. A ciò si aggiunge l’azione erosiva esercitata dal mare, non controbilanciata dall’apporto di sedimenti da parte del fiume (estrazione di materiali in alveo, invasi artificiali). La Torre Ofantina, seppure compromessa dalle trasformazioni edilizie, non ha perso il ruolo di baluardo e riferimento visuale verso la costa e verso la valle interna, con la sua posizione strategica tra mare e fiume.

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