Introduzione

Tutti gli strumenti di pianificazione e di progettazione del territorio si basano su una conoscenza accurata, aggiornata e pertinente dei luoghi di cui si occupano. Il Piano Paesaggistico Territoriale regionale della Puglia non fa eccezione a questo principio generale. L’insieme dei materiali descrittivi sui quali i piani e i progetti basano le loro scelte si chiama in genere Quadro Conoscitivo.

atlante 3

Il PPTR della Puglia ha strutturato gli elementi essenziali del proprio quadro conoscitivo nella forma di un Atlante del Patrimonio Territoriale, Ambientale e Paesaggistico, che ha lo scopo di finalizzare la descrizione della regione al riconoscimento degli elementi e delle regole di relazione tra azione umana e ambiente che costituiscono i caratteri di identità del territorio della Puglia. Questo principio è legato alla volontà di interpretare quegli elementi e quelle regole come potenziali risorse per il progetto del futuro del territorio.

Le descrizioni contenute nell’Atlante sono organizzate nella forma di cartografie, che possiamo immaginare disposte secondo strati sovrapposti.

Ciascuno strato contiene informazioni che vengono elaborate per ricavare le descrizioni dello strato superiore, e così via. Al livello più basso sono collocate le descrizioni più semplici, che descrivono le singole componenti del paesaggio senza preoccuparsi troppo delle loro relazioni: i caratteri geologici, i caratteri dell’ambiente naturale, il mosaico delle colture agrarie, l’organizzazione degli insediamenti, e così via. Sullo strato superiore vengono riportate descrizioni più complesse, che richiedono, per essere realizzate, uno sforzo di interpretazione delle relazioni tra le singole componenti: delle relazioni tra le forme del suolo, la localizzazione degli insediamenti, e le loro modalità di crescita nel tempo, per esempio.

A questo livello sono collocate anche le descrizioni che chiariscono come, nel lunghissimo periodo delle trasformazioni storiche, le diverse culture hanno interpretato diversamente le relazioni con la natura fisica dei luoghi, contribuendo a definire i caratteri dei paesaggi della Puglia per come li conosciamo oggi.

Al livello più alto sono collocate le descrizioni che hanno la precisa finalità di evidenziare i caratteri dell’identità paesaggistica dei luoghi: questo livello è quello che raccoglie la rappresentazione delle Figure Territoriali, che sono realizzate interpretando tutte le informazioni contenute negli strati più bassi e restituiscono in forma sintetica ed espressiva l’immagine dei diversi paesaggi regionali.

Il patrimonio regionale

I materiali descrittivi raccolti in questa sezione prevedono la copertura di tutto il territorio regionale investigando i diversi tematismi a livello analitico, sintetico e patrimoniale. Riguardano le cartografie di scenario a livello dell’intera Regione e l’elenco degli obiettivi generali del Piano. (scala di riferimento 1:150.000).

Descrizioni analitiche

I materiali descrittivi raccolti in questa sezione prevedono la copertura di tutto il territorio regionale investigando i diversi tematismi a livello analitico, sintetico e patrimoniale. Il recente completamento della Carta Tecnica Regionale in scala 1/5000, ha consentito di georeferenziare con notevole precisione tutto il materiale cartografico precedentemente impostato su fonti varie, in primis la cartografia IGM, consentendo l’elaborazione in ambito GIS di tutti gli elaborati del piano. (scala di riferimento 1:150.000)

Le cartografie tematiche di base utilizzate nell’elaborazione del quadro conoscitivo dell’atlante del patrimonio riguardano in particolare:

  • Carta Tecnica Regionale
  • Uso del suolo di derivazione CTR
  • Carte tematiche fisico - ambientali
  • Rete Infrastrutture DB Prior
  • Coperture UdS Corine LC
  • Uso del Suolo di derivazione Touring Club (1959-1960)
  • Datazione dell’Edificato da cartografia storica

Descrizioni strutturali

Queste descrizioni di “secondo grado” derivano dalla integrazione dei tematismi della sezione precedente e costituiscono un primo livello di orientamento del quadro conoscitivo verso l’interpretazione patrimoniale del territorio e del paesaggio, sia nei suoi elementi di criticità che di valore.

Scarica documento : 3.2 Descrizioni strutturali di sintesi

Cartografie

Carta idrogeomorfologica

La nuova Carta Idrogeomorfologica della Puglia, elaborata dall’Autorità di Bacino è stata realizzata utilizzando come base di riferimento i dati topografici, il modello digitale del terreno e le ortofoto (relative al periodo 2006-2007) realizzati dalla Regione Puglia nell’ambito del progetto della nuova Carta Tecnica Regionale. L’importanza di questa elaborazione sta da una parte nel dare certezza di rappresentazione georeferenziata a elementi patrimoniali della struttura idrica, idraulica, geomorfologica sottoponibile a precise indicazioni normative (ad esempio nel perimetrare, al fine di garantire il funzionamento idraulico e ecologico della struttura endoreica, le voragini della struttura carsica prevalente nel sud della Puglia e nel dichiarare le lame “corsi d’acqua” di cui occorre garantire la continuità idraulica da monte al mare); dall’altra nell’evidenziare in modo documentato e puntuale i rischi idrogeomorfologici presenti e denunciarne le cause, come premessa per l’azione di piano sia progettuale che normativa. L’equilibrio del bilancio idrico dei bacini idrografici e le condizioni di stabilità del territorio come proposti dalla Carta idrogeomorfologica costituiscono una rilevante invariante strutturale del territorio regionale le cui condizioni di riproducibilità sono la precondizione della sostenibilità ambientale dell’insediamento antropico.

Carta della naturalità

Questa carta, frutto di un lavoro rigoroso di verifica sul campo e di georeferenziazione puntuale dei valori della naturalità e seminaturalità della regione, costituisce la base per la definizione, al di la delle perimetrazioni amministrative dei parchi e aree protette (sovente “mutilate” nei loro confini ambientali da ragioni politico-amministrative) del patrimonio naturalistico connesso alle aree silvopastorali, alle zone umide, i laghi, le saline, le doline, ecc.. Queste aree costituiscono la sede principale della biodiversità residua della regione; e come tali vanno a costituire i gangli principali su cui si poggia il progetto di rete ecologica regionale del PPTR

Carta della valenza ecologica del territorio

In una regione dove l’agricoltura occupa un ruolo territoriale ed economico rilevante, considerarla nella sua valenza ecologica potenziale ha da una parte consentito di puntare i riflettori sui disastri ambientali dell’agricoltura industriale, dall’altra di riconsiderare i potenziali patrimoniali multifunzionali dell’agricoltura tradizionale e dei paesaggi rurali storici, in particolare connessi alle grandi estensioni di uliveti monumentali, di vigneti e frutteti, che possono funzionare in un disegno ambientale regionale come “rete ecologica minore”. Con questa carta si analizza dunque il ruolo “patrimoniale” potenziale di tutto il territorio regionale agrosilvopastorale dal punto di vista ecologico, superando il tradizionale doppio regime fra aree di conservazione naturalistica e aree finalizzate allo sviluppo economico.

La struttura di lunga durata dei processi di territorializzazione

Questa serie di carte testimonia di una ricerca storica originale condotta da Comitato scientifico del PPTR che ha restituito per la prima volta una rappresentazione geografica regionale dei processi di territorializzazione di lunga durata (dal paleolitico all’ottocento), attraverso sezioni storiche significative della maturità di specifiche civilizzazioni, che ha consentito di individuare la struttura profonda dei paesaggi pugliesi: la nascita e lo sviluppo delle città, delle infrastrutture e delle reti di città, dei rapporti città-campagna, delle gerarchie territoriali nei diversi periodi storici, individuando dominanze, persistenze e permanenze significative per la stradefinizione identitaria dei paesaggi contemporanea, per l’individuazione delle grandi invarianti strutturali che li connotano e per la definizione patrimoniale dei suoi caratteri stratificati di beni.

La Carta dei beni culturali

Cosi come la carta geologica e la le carte della territorializzazione, la Carta dei beni culturali elaborata dal gruppo di lavoro della quattro Università pugliesi costituisce una forte innovazione nel campo della catalogazione e trattamento dei beni culturali: promuovendo un percorso di unificazione del sistema informativo e di gestione delle varie categorie di beni, nell’estenderne in maniera rilevante la ricognizione, nel proporre una organizzazione a sistema di beni stessi, integrandoli territorialmente a livello di analisi e di fruizione nella interpretazione patrimoniali e nei progetti territoriali per il paesaggio del PPTR.

Carta delle morfotipologie urbane

Con la nuova generazione dei Piani paesaggistici in applicazione del Codice il tema degli insediamenti diviene centrale. Da una parte includendo la città storica (antica e moderna) e la sua perimetrazione nella catalogazione sistemica dei beni culturali in quanto sito, dall’altra attraverso la puntuale definizione morfotipologica dei caratteri dell’urbanizzazione contemporanea, affrontando i temi innovativi per la pianificazione paesaggistica della riqualificazione delle periferie, della città diffusa, dei margini urbani, degli insediamenti produttivi e delle infrastrutture, del rapporto città campagna, con un approccio decisamente progettuale alla costruzione dei nuovi paesaggi per la ricostruzione dell’urbanità.

Carta delle morfotipologie territoriali

La Puglia, nonostante l’immagine dominante dei suoi immensi spazi rurali, è anche terra di città, di città d’arte e, ancor più, di reti di città, che costituiscono una pluralità di figure territoriali che strutturano in modo forte le identità locali dei paesaggi storici. La definizione morfotipologica dell’immensa ricchezza patrimoniale di questi reticoli (stellari, lineari, a pettine, fitti, radi, monocentrici, policentrici, ecc) storicamente connotanti i paesaggi delle specifiche e differenziate figure territoriali, ha costituito un elemento rilevante della definizione patrimoniale e identitaria delle invarianti strutturali.

Carta delle morfotipologie rurali

Costituisce la necessaria integrazione delle carte delle morfologie urbane e territoriali, quello che solitamente nelle carte urbanistiche è connotato come vuoto e che nel Piano paesaggistico assume il senso di disegnare fortemente l’immagine identitaria dei paesaggi della Puglia e le sue regole riproduttive. Attraverso una serie di indicatori complessi che denotano i caratteri identitari dei paesaggi rurali (tipologie di colture, trame, emergenze idrogeomorfologiche, peculiarità antropiche) si definiscono e rappresentano con abachi i morfotipi che vengono rappresentati nella composizione del mosaico regionale. Un mosaico straordinariamente ricco e articolato che distanzia stellarmente i pascoli del subappennino e del Gargano, dalle trame seriali della capitanata, ai fitti reticoli della campagna abitata della Val d’Itria, alle grandi trame ulivetate dei sistemi delle masserie; ma che una serie di grandi orizzonti paesaggistici con segni forti connette in un disegno unitario di transizioni e contrasti.

Carta dell'articolazione del territorio urbano-rurale-silvopastorale-naturale

L’obiettivo della carta consiste nel restituire in un’unica visione di insieme i distinti “pesi” dei singoli sistemi che concorrono alla strutturazione del territorio regionale. Attraverso la consultazione dell’elaborato è infatti possibile percepire in modo chiaro e facilmente leggibile le diverse modalità di interrelazione tra il sistema urbano, rurale, silvopastorale e naturale rendendo riconoscibili i diversi pesi dei singoli sistemi.La carta evidenzia il carattere fortemente rurale della regione. Questa connotazione è confermata dalle analisi sul presidio agricolo del territorio nazionale, dove il territorio pugliese insieme alle aree dell’Appennino Centrale fra Toscana Marche e Umbria e quelle dell’area interna tra Campania, Basilicata e Puglia, risultano in controtendenza all’abbandono (il rapporto fra SAU e superficie territoriale supera la soglia critica). Al contrario risulta residuale la presenza degli apparati seminaturali. Pur essendo fortemente squilibrati i pesi tra questi due sistemi, risulta tuttavia molto accentuato il loro rapporto, cerando di fatto i presupposti per il riconoscimento di un ulteriore sistema: il silvopastorale. Sui diversi sistemi riconducibili al rurale, naturale e silvopastorale, insiste infine un sistema insediativo molto articolato, descritto nei suoi caratteri peculiari nelle carte precedenti.

Carta delle trasformazioni insediative (edificato e infrastrutture)

Questa carta, faticosamente elaborata in assenza di certezze cartografiche temporalmente georeferenziate, ha costituito la base della interpretazione di forti fenomeni di urbanizzazione e di consumo di suolo (sia abusivi che autorizzati) che anche in Puglia, nonostante la vastità e la “riserva” consistente di spazi aperti connessi al rurale ha colpito, anche se in modo selettivo, soprattutto l’immagine identitaria dei reticoli di città, incapsulando in una morsa di conurbazioni indifferenti e omologanti le peculiarità artistiche e specificamente paesaggistiche delle città pugliesi e delle coste; ha inoltre contribuito a deteriorare parti rilevanti del territori agricolo con porzioni rilevanti di “campagna urbanizzata”.

Carta della struttura percettiva e della visibilità

L’aver assunto un approccio dominante di carattere strutturale all’interpretazione dei paesaggi, non ha escluso, anzi ha esaltato una lettura approfondita dei caratteri estetico percettivi denotando punti panoramici, strade, visuali, eccellenze percettive per individuare l’armatura potenziale di una percezione integrata del territorio pugliese; carta che è stata alla base della riconquista fruitiva dei paesaggi dell’intero territorio, attuata attraverso il progetto territoriale per il paesaggio della regione: Il sistema infrastrutturale della mobilità dolce della mobilità dolce.

Carta dei paesaggi costieri della Puglia

I più di ottocento chilometri di costa pugliese hanno condotto il PPTR a dedicare uno specifico progetto alla tutela e valorizzazione de sistema costiero, considerandolo in una profondità sufficiente a realizzare politiche integrate fra costa e interno, agendo sui sistemi urbani, infrastrutturali, agricoli, naturalistici (Progetto territoriale: La valorizzazione integrata dei paesaggi costieri). In questa prospettiva l’analisi patrimoniale del sistema costiero a messo a fuoco le peculiarità di questo patrimonio che, se intaccato da abusivismi e urbanizzazioni legati all’avvio di un ciclo storico recente di turismo balneare, conserva ancora, rispetto alla saturazione e decadimento patrimoniale dei sistemi costieri di altre regioni, un notevole valore di esistenza dal punto di vista naturalistico, paesaggistico, urbano e rurale.

Interpretazione identitaria e statutaria dei paesaggi della Puglia

Un terzo livello di sintesi interpretativa è consistito nell’integrare le rappresentazioni delle descrizioni di sintesi in una interpretazione strutturale e relativa rappresentazione cartografica che si è definita “celebrativa” dei valori patrimoniali, identitari e statutari dei paesaggi della Puglia.
La rappresentazione cartografica si è articolata nei seguenti elaborati :

  • la carta identitaria dei paesaggi della Puglia (1/150.000)
  • la carta “Laudatio imaginis Apuliae” (1/150.000)

 

Scarica documento : 3.3 Interpretazioni identitarie e statutarie

Queste carte indicano, al di la della descrizione e rappresentazione puntuale che viene sviluppata nell’elaborato 3.3 dell’Atlante del patrimonio e specificata nelle schede di descrizione degli ambiti paesaggistici (elaborato 5), alcuni caratteri che si possono sintetizzare nei seguenti:

  • il carattere ideogrammatico della Laudatio (composizione di figure astratte, idealizzate nella loro identità morfotipologica di lunga durata) segna la differenza con la carta identitaria dei paesaggi che, pur assumendo volta volta delle dominanti per ciascuno di essi, ne denota tuttavia la complessità degli elementi componenti sia ambientali che insediativi e infrastrutturali, ricomponendo tutti gli elementi del secondo livello (quadro di sintesi) dell’atlante;
  • le due carte, la prima sviluppata con elaborazione informatica, la seconda con tecnica mista (manuale informatica) concretizzano uno dei due elementi fondativi del PPTR della Puglia: lo sforzo di riconoscimento e comunicazione sociale dei valori identitari dei paesaggi in forme di rappresentazione finalizzate alla produzione sociale del piano. I due aspetti, rappresentazione identitaria dei valori e produzione sociale del piano, sono strettamente interrelati nella interpretazione della Convenzione europea del paesaggio. I risultati tecnicamente e artisticamente raggiunti hanno già portato ad un riconoscimento pubblico del carattere fortemente innovativo ed evocativo delle rappresentazioni paesaggistiche in sede di Conferenze d’area;
  • la rappresentazione evoca in generale una stratificazione storica di paesaggi fortemente differenziati che distingue i caratteri della “grande Puglia” (insediamento urbano accentrato, forti flussi di persone e merci dominati dal mercato internazionale, alta specializzazione produttiva di grande estensione) dalle altre regioni geografiche (Gargano, Subappennino, Alta Murgia, Valle d’Itria, Salento delle Serre), ognuna caratterizzata da peculiari caratteri fisici, morfologie dei sistemi urbani, paesaggi rurali e regole insediative di lungo periodo.

Questa forte differenziazione, leggibile in entrambe le carte con differenti accentuazioni, è caratterizzata fra l’altro da forti sbalzi dimensionali degli spazi: da dimensioni immense di orizzonti (Capitanata, Murgia) a trame più definite di tipo vallivo (Subappennino), a trame fitte di paesaggi minuti (Val d’Itria),alle grandi estensioni olivette, a trame rurali fortemente connotate dai reticoli urbani (Salento) e cosi via; per cui si può parlare di tessere giustapposte di un mosaico non coerente (insieme di paesaggi difformi per dimensione, morfologia storia, culture, identità, ecc). Questo costituisce sicuramente un carattere peculiare della Regione, che può presentare i suoi aspetti patrimoniali positivi se interpretato come varietà e ricchezza di paesaggi, che possono dar luogo a “stili di sviluppo locale” differenziati e forme di ospitalità che si arricchiscono attraverso le diversità dell’offerta artistica, paesaggistica, enogastronomica e culturale;

  • più specificamente la rappresentazione evidenzia una straordinaria ricchezza di forme di costellazioni urbane che significano diverse configurazioni di relazioni funzionali di lunga durata, ma anche diverse rappresentazioni e percezioni paesaggistiche delle stesse da parte degli abitanti. Questi paesaggi delle relazioni fra città, sottolineate storicamente da viali di accesso monumentali, si sono andate perdendo sia per l’abbattimento dei viali (per far posto alla sicurezza automobilistica), sia per il caos percettivo delle città storiche attanagliate dalle le periferie urbane. La restituzione di questa identità è comunque un tema centrale nei progetti del PPTR.
  • Qualche esempio di costellazioni che qui vengono integrate con gli altri elementi paesaggistici rispetto alla carta delle morfologie territoriali descritte separatamente nelle descrizioni di sintesi: il sistema a ventaglio del subappennino di Lucera, la pentapoli di Foggia, il sistema dei centri corrispondenti del nord barese, il sistema radiale della conca barese, il sistema di corona dell’alta Murgia, il sistema radiale policentrico della Val d’Itria, i sistemi lineari a corda Ionico-adriatici, il sistema a pettine della Murgia salentina, la maglia policentrica del Salento centrale, i pendoli di mezza costa del Salento delle Serre, ecc;
  • un sistema costiero di estensione unica per dimensione, qualità di zone ad alto valore ecologico-naturalistico, “collane di perle” urbane e monumenti costieri, complessità e diversificazione paesaggistica dei fronti marini e degli entrotrerra costieri, qualità delle attività agricole rivierasche, delle presenze archeologiche e storiche;
  • saperi contestuali espressi nell’organizzazione e nei manufatti del paesaggio agrario.

Se si escludono i paesaggi urbani, i loro spazi pubblici e accessi monumentali, alcuni territori di ville, castelli e sistemi di masserie, in generale il paesaggio aperto delle regioni geografiche pugliesi non nasce con intenti di rappresentazione celebrativa. Si può dire che, a differenza del paesaggio agrario toscano o in parte veneto e, forse, più similmente al paesaggio padano (anche se in forme più povere e esogenamente determinate), il territorio (in particolare della grande Puglia) è qui “terra di lavoro”, dove non si vende l’immagine, ma il prodotto. Il paesaggio, “come esito intenzionale finalizzato alla rappresentazione” esiste come evento non ricercato, è un sottoprodotto casuale, non intenzionale, di saperi e sapienze ambientali e produttive. In Puglia predomina dunque l’immagine del territorio nato dalla trasformazione a fini produttivi della Terra (Salvemini).

Tuttavia saperi contestuali e sapienze nel costruire processi di territorializzazione, anche in condizioni estreme, hanno costruito un paesaggio agrario di grande interesse, leggibile nei sistemi di raccolta e governo delle acque, nelle tecniche delle infrastrutture e dei ricoveri in pietra, nelle tecniche costruttive della pietra a secco, nell’ordito e nelle trame dei coltivi e dei pascoli, che affascinano proprio per essere prodotto di trasformazioni produttive sapienti della terra con culture locali fortemente identificate. Ciò fa si che si riscopra il valore identitario di paesaggi del lavoro umano (Sereni, Gambi, ecc.). rimodellati dalle trasformazioni dell’agricoltura, che nel suo svolgersi ha ‘incorporato’ la morfologia del luogo, il clima, alla vegetazione, i colori, i materiali da costruzione.

La carta dei paesaggi della Puglia: metodologia di realizzazione

La Carta dei Paesaggi della Puglia rappresenta la sintesi dei caratteri identitari di unità territoriali omogenee e riconoscibili: gli ambiti e le figure territoriali. Il paesaggio di ogni ambito è identificabile sulla base della sua fisionomia caratteristica, che è il risultato “visibile”, la sintesi “percettibile” dell’interazione di tutte le componenti (fisiche, ambientali e antropiche) che lo determinano.
Questa carta costituisce una interpretazione strutturale dei paesaggi che utilizza in modo combinato le descrizioni di sintesi dell’atlante del patrimonio.



Attraverso la combinazione e l’arrangiamento spaziale dei caratteri morfologici, litologici, di copertura del suolo e delle strutture insediative, è stato possibile individuare pattern del mosaico territoriale distinguibili da quelli circostanti, in modo che ciascuno di essi potesse essere percepito, identificato e cartografato come un paesaggio a se stante.
In particolare, in maniera induttiva, dall’osservazione del territorio si è passati alla determinazione delle dominanti di ciascun paesaggio e alla selezione delle componenti morfologiche, agro-ambientali o insediative capaci di rappresentarle al meglio. In questo modo è stato possibile identificare paesaggi complessi attraverso un numero relativamente ridotto di elementi, relativi e caratteristici che si sono considerati come “riassuntivi” della enorme quantità di interazioni che contribuiscono a determinare un paesaggio.

Tra i vari fattori fisionomico-strutturali considerati, la morfologia del territorio, associata alla litologia, è la caratteristica che di solito meglio descrive, alla scala regionale, l’assetto generale dei paesaggi, i cui limiti ricalcano in modo significativo le principali strutture morfologiche desumibili dal modello digitale del terreno (DTM). Nel caso della Puglia però, a causa della sua relativa uniformità orografica, questo è risultato vero soltanto per alcuni ambiti (l’altopiano del Gargano, gli altipiani e ripiani delle Murge e della Terra di Bari, la corona del sub-appennino dauno, ecc…). Nell’individuazione degli altri paesaggi, a causa della prevalenza di altitudini molto modeste, del predominio di forme appiattite o lievemente ondulate e della scarsità di vere e proprie valli, sono risultati determinanti altri fattori di tipo antropico (reti di città, trame agrarie, insediamenti rurali, ecc…) ed è stato necessario seguire delimitazioni meno evidenti e significative.

Premesso ciò, i caratteri necessari e sufficienti a definire e rappresentare univocamente tutti i tipi di paesaggio individuati sono stati: le componenti fisico-morfologiche, la litologia, l’altimetria e le caratteristiche del reticolo idrografico, desunti principalmente dalla Carta Idrogeomorfologica; la copertura del suolo prevalente, desunta dalla Carta dell’Uso del suolo derivata dalla Carta Tecnica Regionale (CTR) e le componenti della struttura insediativa, desunte dalle Carte delle morfotipologie insediative, territoriali e ruralie dalla Carta della Evoluzione dell’insediamento (strade ed edifici)(sintesi prodotte per il PPTR).

Nella rappresentazione dei paesaggi, ognuno di questi fattori può comparire o essere assente, può presentarsi da solo o in associazione ad altri a seconda del particolare aspetto che si è inteso evidenziare con esso.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di utilizzo operativo delle componenti considerate ai fini della rappresentazione grafica delle peculiarità di ciascun ambito:

  • le componenti fisico-morfologiche sono state utilizzate per evidenziare conformazioni fisiche prevalenti nella caratterizzazione di alcune figure territoriali (es. campi di doline dell’Altopiano del Gargano, fronte dei solchi profondi dei canaloni lungo il costone dell’Altopiano di Manfredonia, sistema a pettine delle lame della Piana degli oliveti secolari);
  • l’altimetria è stata utilizzata, in alcuni contesti (costone di Ostuni, costone murgiano, arco tarantino, ecc…), per evidenziare i salti altimetrici attraverso l’infittimento delle curve di livello;
  • la litologia è stata utilizzata per evidenziare, con gli aerali corrispondenti ad una determinata conformazione litologica, i paesaggi significativamente condizionati da essa (es. le colline sabbiose dell’alto tavoliere, le Serre Salentine etc.);
  • il reticolo idrografico è stato utilizzato per rappresentare i territori in cui l’ idrografia superficiale, costituita da una ramificazione di aste fluviali o da una successione di bacini lacustri e zone umide, fosse fortemente strutturante o condizionante nei confronti delle tipologie di copertura del suolo e degli ambienti naturali e umani;
  • la copertura del suolo prevalente è stata utilizzata nella rappresentazione di ambiti territoriali in cui una particolare coltura o mosaico colturale fosse dominante nella caratterizzazione del paesaggio (es. la matrice di oliveti della Piana degli olivi secolari, il patchwork della Valle d’Itria, ecc…).
  • la struttura insediativa è stata utilizzata a più scale per determinare sia il disegno territoriale delle reti di città corrispondente a ciascun ambito, sia il sistema diffuso dell’insediamento storico minuto, ove caratterizzante (sistema di masserie, sistema delle torri costiere).

Il risultato grafico ottenuto con questa tecnica di rappresentazione è una carta fortemente interpretativa in cui alcuni elementi e caratteri sono volutamente forzati e caricati, mentre altri, ritenuti meno significativi, sono omessi o indeboliti ai fini della chiara individuazione di ambiti e figure territoriali distinte.

Gli Ambiti di Paesaggio

Gli ambiti di paesaggio rappresentano una articolazione del territorio regionale in coerenza con il Codice dei beni culturali e del paesaggio (comma 2 art 135 del Codice).

Gli ambiti del PPTR costituiscono sistemi territoriali e paesaggistici individuati alla scala subregionale e caratterizzati da particolari relazioni tra le componenti fisico-ambientali, storico-insediative e culturali che ne connotano l’identità di lunga durata.
L’ambito è individuato attraverso una visione sistemica e relazionale in cui prevale la rappresentazione della dominanza dei caratteri che volta a volta ne connota l’identità paesaggistica.

La articolazione dell’intero territorio regionale in ambiti in base alle caratteristiche naturali e storiche del territorio regionale richiede che gli ambiti stessi si configurino come ambiti territoriali-paesistici, definiti attraverso un procedimento integrato di composizione e integrazione dei tematismi settoriali (e relative articolazioni territoriali); dunque gli ambiti, si configurano come sistemi complessi che connotano in modo integrato le identità co-evolutive (ambientali e insediative) di lunga durata del territorio.

La perimetrazione degli ambiti è dunque frutto di un lungo lavoro di analisi complessa che ha intrecciato caratteri storico-geografici, idrogeomorfologici, ecologici, insediativi, paesaggistici, identitari; individuando per la perimetrazione dell’ambito volta a volta la dominanza di fattori che caratterizzano fortemente l’identità territoriale e paesaggistica.

Gli 11 ambiti di paesaggio in cui si è articolata la regione (per la cui descrizione si rimanda all’elaborato 5: Schede degli ambiti paesaggistici) sono stati individuati attraverso la valutazione integrata di una pluralità di fattori:

  • la conformazione storica delle regioni geografiche;
  • i caratteri dell’assetto idrogeomorfologico;
  • i caratteri ambientali ed ecosistemici;
  • le tipologie insediative: città, reti di città infrastrutture, strutture agrarie
  • l’insieme delle figure territoriali costitutive dei caratteri morfotipologici dei paesaggi;
  • l’articolazione delle identità percettive dei paesaggi.

Questo lavoro analitico ha sostanzialmente intrecciato due grandi campi: l’analisi morfotipologica e l’analisi storico-strutturale.

  1. l’analisi morfotipologica, risultato interpretativo sintetico di tutti i tematismi del territorio fisico sopra citati ha portato a una l’individuazione degli ambiti a partire dalla individuazione delle singole figure territoriali-paesaggistiche; in questo modo è stata disegnata la carta dei paesaggi della Puglia che mette insieme tutte le figure territoriali-paesaggistiche individuate; a partire da questa visione di insieme sono stati individuati gli ambiti come aggregazione di unità minime, ovvero di figure territoriali e paesaggistiche;
  2. questa analisi è si è intrecciata con lo studio e la rappresentazione dei paesaggi storici della Puglia, che confluisce nella definizione delle relazioni fra insediamento umano e ambiente nelle diverse fasi storiche, anche in questo caso individuando regole, permanenze, dominanze.

L’analisi che ha guidato il lavoro di differenziazione delle regioni geografiche storiche pugliesi, ha adottato due livelli di articolazione: un primo livello di carattere soprattutto socio-economico che distingue la Puglia “classica”, caratterizzata storicamente da grandi eventi e dominanze esogeni, da un secondo livello di contesti regionali con una maggiore presenza storica di fattori socioeconomici locali. Il secondo livello articola la Puglia definita “classica” in quadri territoriali minori. Alla Puglia classica o grande Puglia dunque, al cui interno sono ricomprese le sottoregioni (secondo livello) del Tavoliere, della Murgia Alta e Ionica, della piantata olivicola nord barese, della Conca di Bari, della Piantata olivicola sud barese, della piana brindisina, della piana di Lecce, dell’arco ionico di Taranto, si contrappongono con le loro caratteristiche peculiari i contesti del Gargano, del Subappennino Dauno, dell’insediamento sparso della Valle d’Itria e del Salento meridionale (a sua volta differenziato in Tavoliere salentino e Salento delle Serre).

Mentre in questi ultimi ambiti le vicende dell’insediamento e dell’organizzazione sociale e del paesaggio agrario e urbano sembrano rispondere, sebbene con varianti locali, a canoni “normali” ed europei di contiguità e reciprocità sinergica tra spazi dell’abitare e spazi del lavorare, fra città e campagna, la Puglia classica si configura storicamente come luogo in cui questi spazi non coincidono, determinando forme insediative e territoriali peculiari a questa frattura storica.

Sia la definizione delle invarianti regionali che di quelle dei singoli ambiti ha tenuto conto di queste macroarticolazioni e differenziazioni socioeconomiche e territoriali.

Le Figure Territoriali e Paesaggistiche

Ogni ambito di paesaggio è articolato in figure territoriali e paesaggistiche che rappresentano le unità minime in cui si scompone a livello analitico e progettuale la regione ai fini del PPTR.

L’insieme delle figure territoriali definisce l’identità territoriale e paesaggistica dell’ambito dal punto di vista dell’interpretazione strutturale.

Per “figura territoriale” si intende una entità territoriale riconoscibile per la specificità dei caratteri morfotipologici che persistono nel processo storico di stratificazione di diversi cicli di territorializzazione.

La rappresentazione cartografica di questi caratteri ne interpreta sinteticamente l’identità ambientale, territoriale e paesaggistica.

Di ogni figura territoriale-paesistica individuata vengono descritti e rappresentati i caratteri identitari costituenti (struttura e funzionamento nella lunga durata, invarianti strutturali che rappresentano il patrimonio ambientale, rurale, insediativo, infrastrutturale); il paesaggio della figura territoriale paesistica viene descritto e rappresentato come sintesi degli elementi patrimoniali.

Per la descrizione e interpretazione delle figure territoriali costituenti gli ambiti, anche se l’ultima versione del Codice semplifica la definizione parlando all’art 135 di “caratteristiche paesaggistiche” e all’art. 143 comma 1 i) “di individuazione dei diversi ambiti e dei relativi obiettivi di qualità”, si è preferito utilizzare l’impianto analitico della prima versione che definiva per ogni ambito le tipologie paesaggistiche (le “figure territoriali del PPTR”); la rilevanza che permette di definirne i valori patrimoniali secondo gli indicatori complessi individuati nel documento programmatico; il livello di integrità (e criticità), che permette di definire il grado di conservazione dei caratteri invarianti della figura e le regole per la loro riproduzione.

La descrizione dei caratteri morfotipologici e delle regole costitutive, di manutenzione e trasformazione della figura territoriale definisce le “invarianti strutturali” della stessa.

Gli 11 Ambiti paesaggistici del PPTR

Dall'intreccio di caratteri fisico-morfologici, socioeconomici e culturali si è pervenuti, attraverso un confronto delle articolazioni territoriali derivanti dai due metodi analitici, ad una correlazione coerente fra regioni storiche (non precisate nei loro confini, ma nei loro caratteri socioeconomici e funzionali), ambiti di paesaggio e figure territoriali (individuate ai fini del piano in modo geograficamente definito). Questa l'articolazione degli 11 Ambiti di paesaggio e delle relative Figure territoriali:

Ambiti di paesaggio

Figure territoriali paesaggistiche (unità minime di paesaggio)

1.  Gargano

1.1.  Anfiteatro laghi costieri

1.2.  Altopiano carsico

1.3.  Foresta Umbra

1.4.  Costa Alta

1.5.  Manfredonia

2.  Sub Appennino Dauno

2.1.  La bassa valle del Fortore e il sistema dunale

2.2.  La Media valle del Fortore e la diga di Occhito

2.3.  Il Subappennino settentrionale

2.4.  Il Subappennino meridionale

3.  Tavoliere

3.1.  La piana foggiana della riforma

3.2.  Il mosaico di San Severo

3.3.  Il mosaico di Cerignola

3.4.  Le saline di Margherita di Savoia

3.5.  Lucera e le serre del subappennino

3.6.  Le Marane (Ascoli Satriano)

4.  Ofanto

4.1.  La bassa Valle dell’Ofanto

4.2.  La media Valle dell’Ofanto

4.3.  La valle del torrente Locone

5.  Puglia centrale

5.1.  La piana olivicola del nord barese

5.2.  La conca di Bari ed il sistema radiale delle lame

5.3.  Il sud-est barese ed il paesaggio del frutteto

6.  Alta Murgia

6.1.  L’Altopiano murgiano

6.2.  La Fossa Bradanica

6.3.  La sella di Gioia

7.  Murgia dei trulli

7.1.  La Valle d’Itria

7.2.  La piana degli uliveti secolari

7.3.  I boschi di fragno della Murgia bassa

8.  Arco Jonico tarantino

8.1.  L’anfiteatro e la piana tarantina

8.2.  Il paesaggio delle gravine ioniche

9.  La piana brindisina

9.1.  La campagna irrigua della piana brindisina

9.2.  Puglia grande

10.  Tavoliere salentino

10.1.  La campagna leccese del ristretto e il sistema di ville suburbane

10.2.  Il paesaggio del vigneto d’eccellenza

10.3.  Il paesaggio costiero profondo da S. Cataldo agli Alimini

10.4.  La campagna a mosaico del Salento centra le

10.5.  Nardò e le ville storiche delle Cenate

10.6.  Il paesaggio dunale costiero ionico

10.7.  La Murgia salentina

10.8.  Nardò e le ville storiche delle cenate

11.  Salento delle Serre

11.1.  Le serre ioniche

11.2.  La costa alta da Otranto a S.M. di Leuca

11.3.  La campagna olivetata delle “pietre” nel Salento sud orientale

11.4.  Il Bosco del Belvedere

 

Elaborati dell'Atlante del PPTR

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