Premessa

Lo scenario, che si situa in una fase intermedia fra l’Atlante del Patrimonio e l’apparato regolativo (NTA), non ha valore normativo, ma indica, con diversi strumenti di rappresentazione e documenti, le  grandi strategie del piano, che saranno da guida ai progetti sperimentali, agli obiettivi di qualità paesaggistica, alle norme tecniche.  Esso assume i valori patrimoniali del paesaggio pugliese e li traduce in obiettivi di trasformazione per contrastare le tendenze in atto al degrado paesaggistico e costruire le precondizione di un diverso sviluppo socioeconomico. 

Lo scenario si compone dei seguenti documenti:  

  • obiettivi generali del PPTR
    a livello regionale che dovrebbero essere sostanziati da strategie, azioni, politiche;  
  • un progetto di territorio conseguente
    comunicato attraverso un visioning disegnato che evidenzia i caratteri del paesaggio al futuro;
  • i progetti integrati sperimentali
    in parte già avviati durante la stesura del piano, da svilupparsi come progetti attuativi nella fase successiva di gestione;   
  • le linee guida
    per una serie di tematiche rilevanti;
  • la specificazione degli obiettivi di qualità paesaggistica a livello degli ambiti

Obiettivi generali e specifici

Gli obiettivi enunciati tengono conto della valenza territoriale del piano paesaggistico della Regione Puglia. In altre regioni il PPT è a lato del PTR (es. Piemonte, Catalogna) o è interno alla parte statutaria (es. Toscana). Questa peculiarità del piano pugliese porta il PPTR a evidenziare nello scenario alcune strategie di fondo enunciate nel capitolo 1.4 della Relazione generale, in cui si inquadrano gli obiettivi generali e gli obiettivi di qualità paesaggistica degli ambiti:

  • sviluppo locale autosostenibile che comporta il potenziamento di attività produttive legate alla valorizzazione del territorio e delle culture locali;
  • valorizzazione delle risorse umane, produttive e istituzionali endogene con la costruzione di nuove filiere integrate;
  • sviluppo della autosufficienza energetica locale coerentemente con l’elevamento della qualità ambientale e ecologica;
  • finalizzazione delle infrastrutture di mobilità, comunicazione e logistica alla valorizzazione dei sistemi territoriali locali e dei loro paesaggi;
  • sviluppo del turismo sostenibile come ospitalità diffusa, culturale e ambientale, fondata sulla valorizzazione delle peculiarità socioeconomiche locali.

Queste strategie sono declinate nel piano attraverso il perseguimento di obiettivi generali di carattere territoriale e paesaggistico:

Per ogni obiettivo vengono descritti:

  • le finalità generali nel contesto dello scenario strategico del Piano
  • gli obiettivi specifici, che articolano e sostanziano l’obiettivo strategico;
  • le politiche (azioni e progetti), che il piano propone per di realizzare l’obiettivo strategico e gli obiettivi operativi;
  • i soggetti, pubblici e privati, che concorrono alla realizzazione degli obiettivi;
  • le tipologie normative di riferimento alla disciplina del piano che garantiscono, a vari livelli, la cogenza degli obiettivi.

Gli obiettivi generali e le loro declinazioni specifiche hanno costituito il riferimento per l’elaborazione dei cinque progetti territoriali per il paesaggio regionale, dei progetti integrati sperimentali, delle linee guida e degli obiettivi di qualità paesaggistica e territoriali degli ambiti

Il capitolo sviluppa soprattutto gli obiettivi dello scenario strategico, gli obiettivi specifici, le azioni, i progetti; si limita a elencare i soggetti implicati nella realizzazione di ogni obiettivo strategico e a indicare gli input per lo sviluppo delle norme tecniche che saranno trattate per esteso nell’elaborato delle Norme tecniche di attuazione.

Gli obiettivi generali che caratterizzano lo scenario strategico del piano sono i seguenti:

  1. realizzare l’equilibrio idrogeomorfologico dei bacini idrografici
  2. sviluppare la qualità ambientale del territorio
  3. valorizzare i paesaggi e le figure territoriali di lunga durata
  4. Riqualificare e valorizzare i paesaggi rurali storici
  5. valorizzare il patrimonio identitario culturale-insediativo
  6. riqualificare i paesaggi degradati delle urbanizzazioni contemporanee
  7. valorizzare la struttura estetico-percettiva dei paesaggi della Puglia
  8. progettare la fruizione lenta dei paesaggi
  9. riqualificare, valorizzare e riprogettare i paesaggi costieri della Puglia
  10. definire standard di qualità territoriale e paesaggistica nello sviluppo delle energie rinnovabili
  11. definire standard di qualità territoriale e paesaggistica nell’insediamento, riqualificazione e riuso delle attività produttive e delle infrastrutture
  12. definire standard di qualità edilizia, urbana e territoriale per gli insediamenti residenziali urbani e rurali.

(Scarica il documento : 4.1 Obiettivi generali e specifici dello scenario)

Cinque progetti territoriali per il paesaggio regionale

Il carattere progettuale, di costruzione dei paesaggi al futuro, che il PPTR persegue, è concepito come insieme di progetti per la valorizzazione attiva dei paesaggi della Puglia.

Si sono elaborati 5 progetti di livello regionale che disegnano nel loro insieme una visione strategica della futura organizzazione territoriale volta a elevare la qualità e la fruibilità sociale dei paesaggi della regione fornendo risposte ai principali problemi sollevati dagli obiettivi generali:

  • l’elevamento della qualità dei sistemi ambientali e dell’assetto idrogeomorfologico;
  • l’elevamento della qualità dell’abitare dei sistemi insediativi urbani e del mondo rurale:
  • l’elevamento delle opportunità di fruizione dei paesaggi della Puglia e delle economie ad essi connesse, con particolare attenzione alla valorizzazione integrata del sistema costiero;
  • l’elevamento delle opportunità di fruizione dei beni patrimoniali della Puglia nei loro contesti paesaggistici.

(Scarica il documento : 4.2 Cinque Progetti Territoriali per il paesaggio regionale)
 

La Rete Ecologica regionale

Affronta in chiave progettuale, secondo una interpretazione multifunzionale e ecoterritoriale del concetto di rete, un disegno ambientale di tutto il territorio regionale volto ad elevarne la qualità ecologica e paesaggistica; perseguendo l’obiettivo di migliorare la connettività complessiva del sistema attribuendo funzioni di progetto a tutto il territorio regionale (valorizzazione dei gangli principali e secondari, stepping stones, riqualificazione multifunzionale dei corridoi, attribuzione agli spazi rurali di valenze di rete ecologica minore a vari gradi di “funzionalità ecologica” ecc); riducendo processi di frammentazione del territorio e aumentando i livelli di biodiversità del mosaico paesistico regionale. Il carattere progettuale della rete (che costituisce un sistema regionale di invarianti ambientali cui commisurare la sostenibilità dell’insediamento) è attuata attraverso l’assunzione nel progetto di rete in chiave ecologica dei progetti del patto città campagna (ristretti, parchi agricoli multifunzionali, progetti CO2), dei progetti della mobilità dolce (strade parco, grande spina di attraversamento ciclopedonale nord sud, pendoli)

 

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Patto città-campagna

Scenario del Patto tra città e campagna

Il progetto territoriale regionale del “Patto città campagna” iniziato in sede di piano con il “Patto di coprogettazione” fra PPTR e PSR comporta che si restituisca qualità ambientale e paesaggistica a entrambi i territori: a quello urbano definendone con chiarezza i margini, le funzioni e gli spazi pubblici che caratterizzano storicamente la città, elevandone la qualità edilizia e urbanistica; a quello rurale restituendogli specificità e proprietà di funzioni; superando un processo degenerativo che ha visto nell’urbanizzazione della campagna, la crescita del degrado di entrambi gli ambienti di vita, quello urbano e quello rurale.

Il progetto del Patto città campagna si è fondato nel PPTR su alcuni strumenti progettuali:

  • La campagna del ristretto: è una fascia di territorio agricolo intorno alla città che inviluppa con una greenbelt le sue frange periferiche. In essa si prevede la ricostruzione degli antichi “ristretti” (ricollocandoli ai limiti delle attuali periferie) come la riproposizione di un paesaggio agricolo ricco di relazioni con la città come in passato erano trattati i ristretti.
  • I parchi agricoli multifunzionali: è la proposta di territori periurbani più vasti del “ristretto” che mostrano una condivisione d’intenti, a volte solo di progetto, a volte invece sociale perché insorge dal basso, per i modi in cui è condivisa dai suoi abitanti. I parchi agricoli sono territori agro-urbani o agro-ambientali che propongono forme di agricoltura di prossimità che alle attività agricole associa le esternalità dell’agricoltura multifunzionale che produce, oltre ad agricoltura di qualità, salvaguardia idrogeologica, qualità del paesaggio, complessità ecologica e chiusura locale dei cicli, fruibilità dello spazio rurale, valorizzazione dell’edilizia rurale diffusa e monumentale, attivazione di sistemi economici locali; il parco agricolo è portatore di nuovi valori ecologici, sociali, culturali e simbolici.
  • Il parco CO2: è la proposta di forestazione urbana nelle aree produttive o industriali come aree per la compensazione ambientale. La proposta è quella di coprire con ampie superficie boscate le grandi aree a parcheggio, spazi aperti limitrofi alle aree industriali; realizzare barriere al rumore e alle polveri per proteggere i bordi edificati, contribuire alla produzione energetica da biomassa).
  • La campagna urbanizzata: costituisce la proliferazione di funzioni urbane decontestualizzate e disperse negli ultimi decenni nello spazio rurale (villette, capannoni, centri commerciali, ecc) a bassa densità, costitutiva dello sprawl urbano della città diffusa. Il PPTR affronta le forti criticità di questa forma di urbanizzazione proponendo di bloccare l’ulteriore occupazione di suolo agricolo, la rigenerazione dei tessuti per integrarli nel contesto rurale oppure connetterli alla città purché diventino ecocompatibili.
  • La campagna abitata; al contrario della campagna urbanizzata si tratta di diffusione di tessuti produttivi e abitativi legati al mantenimento di un rapporto con le attività agricole, mantenendo un forte legame funzionale fra città e campagna (modello fortemente presente ad esempio in Val d’Itria). Per questi territori il PPTR propone il mantenimento delle modalità di costruzione fisica e sociale del legame della comunità residenziale con le attività agro-silvopastorali; la protezione della qualità dell’insediamento agricolo diffuso, dotando di servizi e infrastrutture i borghi, sostenendo gli interventi sull’edilizia rurale e in pietra a secco, favorendo le attività agrituristiche;
  • Il parco naturale costiero: nello strisciante processo d urbanizzazione della costa della Puglia è una proposta di uno strumento per fermarlo: un territorio ad alto valore ambientale, un paesaggio di transizione tra la costa e il mare che propone un progetto per la costa con la natura (pinete, zone umide, ecc;) al posto delle case. La presenza di aree ad alta valenza di naturalità sono i paesaggi integrabili con l’ambiente costiero dai cui materiali si muoveranno le strategie per la sua riqualificazione.
  • Il parco agroambientale costiero: anch’esso assume l’importante funzione di mantenere varchi aperti e segnare il ritmo paesaggistico delle città costiere. E’ la campagna ad orti (frutteti, oliveti) costieri che si spinge fino alla fascia naturalistica della costa garantendo la continuità degli spazi aperti fra campagna e mare. L’intento è quello di valorizzare anche i paesaggi storici delle bonifiche come esemplari di una politica agricola produttiva e protettiva della costa. Un’agricoltura protettiva e agro ambientale, è proposta come alternativa alla cementificazione costiera.

Lo Scenario Infrastrutturale

Lo Scenario: la rete delle infrastrutture per la  mobilità lenta nei paesaggi di terra e di mare

Lo scenario della rete delle infrastrutture e della mobilità lenta del PPTR ha l’obiettivo di mettere a  sistema, in maniera coerente ed integrata, la rete infrastrutturale esistente in tutta la regione con le figure territoriali e paesaggistiche, alla cui fruizione le infrastrutture e i nodi di scambio intermodale  sono finalizzate.


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Lo scenario ha individuato nodi di scambio intermodale a valenza paesaggistica, con diverso grado di importanza (grande, medio, piccolo), che si differenziano da quelli individuati dal Piano Regionale dei Trasporti , e prefigurano possibili modalità di fruizione, accesso e connessione del paesaggio (figure paesaggistiche, parchi, CTS, città storiche, sistemi costieri, ecc). 

Sono state inoltre evidenziate e classificate le criticità (detrattori paesaggistici) delle diverse tipologie di infrastrutture (strade mercato, strade con urbanizzazioni lineari, occlusioni visive, ecc.) le cui misure di mitigazione dovrebbero confluire in un’apposita scheda di linee guida.

La base conoscitiva su cui si è strutturato lo scenario è la seguente:

il Piano Regionale dei Trasporti (presentato alla Giunta nel dicembre 2008).

Il piano contiene: per la rete stradale, il completamento della rete viaria principale, le strade parco, i nodi di interscambio; per le rete ferroviaria, il potenziamento e la riqualificazione del reticolo ferroviario regionale e della rete ferroviaria locale anche  in relazione allo sviluppo turistico dell’entroterra; per la navigazione, la proposta del metrò del mare.

Il PRT individua percorsi misti ferrovia –mare, di grande interesse per lo scenario delle reti del PPTR: Lucera-Manfredonia, circumnavigazione del Gargano-Lucera; Margherita-Giovinazzo; circumnavigazione del Salento con collegamenti con l’interno, ecc

  • il piano delle piste ciclabili regionali (e extraregionali), rete CY.RO.N.MED, già redatto del settore trasporti della Regione. Il piano prevede una rete che percorre tutti i territori provinciali, gli itinerari principali , con una serie di varianti, sono stati individuati sulla viabilità esistente, tendenzialmente a basso traffico, dove sono stati previsti specifici interventi da realizzare ai fini della percorribilità turistica. I cinque itinerari individuati sono: la Via Adriatica, l’itinerario più lungo, che si snoda lungo tutta la costa adriatica da Lesina al Capo Santa Maria di Leuca, la Via dei Pellegrini, la Via dei Tre Mari, la Via dei Borboni e l’Alta Via dell’Italia Centrale;
  • il sistema delle morfotipologie territoriali redatto dallo stesso PPTR;
  • la ricognizione delle risorse potenziali per la ciclabilità, ad opera del progetto CY.RO.N.MED, in cui sono state censite le risorse esistenti sul territorio potenzialmente utili allo sviluppo della rete ciclabile pugliese quali tratturi, ferrovie dimesse, strade di servizio, linee di adduzione dell’acquedotto;
  • il censimento di tutti i piani e i progetti ad opera del progetto CY.RO.N.MED, quali: piani della ciclabilità e piani per la moderazione del traffico finanziati nell’ambito del POR Puglia –misura 5.2, progetti di piste ciclabili finanziati nell’ambito del POR Puglia –misura 5.2, piste ciclabili esistenti;
  • i progetti di riqualificazione della rete  regionale  e extraregionale dei tratturi;
  • la rete ecologica regionale prodotta dal PPTR;
  • eventuali progetti di sentieristica, piste ciclabili, ippovie formulate da  province, comuni, APT, associazioni (CAI, traking-Salento..), Enti Parco;
  • le persistenze di viabilità antica individuate da associazioni locali (es: collegamenti fra masserie nella zona di Acaia, via del Locato) e  nelle carte della territorializzazione del PPTR .

 
 

La Valorizzazione e Riqualificazione Integrata dei Paesaggi Costieri

Scenario per la valorizzazione e riqualificazione dei paesaggi costeri

Il progetto muove dall’assunto che un approccio efficace al problema della perdita di caratteri identitari e banalizzazione paesaggistica ed ecologica dei paesaggi costieri nega la possibilità di restringere il campo di analisi e d’azione alla fascia dei 300 metri sancita dalla legge Galasso, o tanto meno all’esiguo spazio demaniale costiero. L’obiettivo di contrastare l’attuale tendenza ad un’organizzazione lineare e cementificata della linea di costa, fatta di residenze e attrezzature turistiche disabitate per gran parte dell’anno, implica l’assunzione dl concetto di “zona costiera” come fascia di transizione tra mare-costa-entroterra, come ambito relazionale che comprende territori di larghezza e profondità variabili in funzione dei caratteri geomorfologici e ambientali della costa e della storia delle società. La scelta di riconoscere una profondità territoriale ai paesaggi costieri muove non solo da considerazioni di tutela, ma anche da valutazioni economiche: la volontà da più parti espressa di ampliare e destagionalizzare l’attuale offerta turistica regionale attraverso l’integrazione del prevalente turismo balneare con gli altri segmenti turistici regionali implica infatti necessariamente la costruzione di strategie virtuose tra costa ed entroterra, che mobilitino risorse ben più ampie di quelle ricadenti a ridosso del litorale.

 

Il progetto territoriale regionale per la valorizzazione e la riqualificazione integrata dei paesaggi costieri di Puglia si sviluppa in coerenza con la strategia europea per la gestione integrata delle zone costiere e con Schema di Sviluppo Spaziale Europeo, che hanno evidenziato come le aree costiere, proprio perché caratterizzate da elevata fragilità ambientale e diversità ecologica, e nel contempo da un alto livello di pressione antropica, necessitano di strategie integrate di sviluppo spaziale, capaci di bilanciare tutela attiva e valorizzazione dei territori e non senza il coinvolgimento delle comunità insediate.

Il PPTR sviluppa per i paesaggi costieri di Puglia un progetto multisettoriale ed integrato che punta a mettere a sistema e a far lavorare coerentemente gli altri progetti territoriali su territori di particolare complessità come quelli costieri, perseguendo contemporaneamente obiettivi di valorizzazione e riqualificazione del sistema naturale, rurale, urbano e infrastrutturale costiero.

Il progetto territoriale regionale per la valorizzazione e la riqualificazione integrata dei paesaggi costieri si compone di quattro ambiti tematici, all’interno dei quali vengono indicati i progetti che il PPTR propone di sviluppare, inserendoli negli indirizzi e nelle direttive della disciplina del Piano. Gli ambiti tematici afferiscono a scale diverse, in considerazione del fatto che il progetto punta a governare fenomeni di scala geografica che interessano decine o centinaia di chilometri di costa e, contemporaneamente, considera processi più localizzati di trasformazione della linea di costa.

 

  1. Sistema naturale costiero: Il progetto integrato sui paesaggi costieri lavora sinergicamente con il progetto della rete ecologica regionale al fine di potenziare la resilienza ecologica della costa attraverso la salvaguardia e tutela attiva di un sistema costiero di spazi aperti ad elevato grado di naturalità (blue belt), finalizzato alla tutela e al ripristino dei meccanismi naturali di ripascimento dei litorali sabbiosi e di difesa dall’intrusione salina, oltre che al potenziamento del ruolo internazionale della Puglia come punto di stazionamento strategico per l’avifauna acquatica di transito.
  2. Sistema rurale costiero: l progetto sui paesaggi costieri accoglie al suo interno e specifica gli strumenti messi a punto nel progetto per il patto città-campagna al fine di promuovere la salvaguardia e la tutela attiva delle soluzioni di continuità storiche (spazi non edificati) tra le città storiche dei territori costieri con l’obiettivo di contrastare il processo di formazione di un fronte urbano costiero unico attraverso il ridisegno e la riqualificazione dei paesaggi rurali costieri.
  3. Sistema urbano: la specificità delle forme di urbanizzazione che dal dopoguerra si sono manifestate lungo i litorali hanno comportato un affinamento della lettura delle fenomenologie insediative costiere che ha condotto all’individuazione di specifici strumenti progettuali finalizzati a salvaguardare i caratteri strutturali dei territori costieri storici, migliorare la qualità della città costiera contemporanea, incrementare la qualità dell’offerta turistico-ricettiva regionale, delocalizzare i detrattori costieri incompatibili con il progetto di rete ecologica regionale e con le politiche di sviluppo turistico regionale.
  4. Sistema infrastrutturale: il progetto sui paesaggi costieri lavora sinergicamente con il progetto infrstrutturale integrato per la mobilità dolce al fine di raggiungere l’obiettivo della creazione di un sistema di trasporto pubblico regionale intermodale, atto a servire le città storiche e gli insediamenti turistici costieri, facilitando lo spostamento tanto lungo la costa quanto tra costa ed entroterra.

Progetti integrati di paesaggio sperimentali

Questi progetti hanno costituito la sperimentazione puntuale degli obiettivi strategici del Piano nelle diverse fasi della sua elaborazione contribuendo a chiarire e sviluppare gli obiettivi, a mobilitare attori pubblici e privati, a indicare strumenti di attuazione. A partire dalle proposte tematiche  contenute nel Documento Programmatico, sono stati proposti da attori territoriali su specifici temi, valutati dalla Regione, e attivati attraverso specifici  Protocolli di intesa fra la Regione e gli enti pubblici e privati interessati dal progetto.

Non tutti i progetti sperimentali previsti nel Documento Programmatico sono stati attivati in questa fase, ma potranno essere attivati nelle successive, essendo i progetti sperimentali proposti nelle Norme tecniche di attuazione come una delle forme permanenti di attuazione del Piano stesso, di cui si definiscono le procedure di attivazione e gestione:

-protocollo tipo di accordo fra Regione e soggetti pubblici e privati per l’attivazione di un progetto sperimentale;

-procedure di attivazione di un progetto sperimentale nella fase di gestione del Piano (soggetti promotori, protocollo, allegato tecnico, approvazione del progetto, finanziamenti,  ecc);

-ruolo dell’Osservatorio regionale  della qualità del paesaggio nel monitoraggio dei progetti.

La geografia regionale e lo spettro tipologico dei progetti già attivati testimoniano di un abuona copertura del territorio e dei temi trattati dal PPTR, in modo da costituir un valido pestaggio ella operatività degli obiettivi e un buon livello di mobilitazione per la costruzione  sociale del Piano.

Progetti integrati di paesaggio attivati:

Progetti strategici

(vedasi le schede dei progetti nell’elaborato 4.2 dello schema di PPTR.)

  • Mappe di Comunità ed Ecomusei della Valle del Carapelle;
  • Mappe di Comunità ed ecomusei del Salento;
  • Mappe di Comunità ed Ecomuseo di Valle d’Itria;
  • Le porte del parco fluviale del fiume Ofanto e il Contratto di fiume;
  • Progetto di Corridoio Ecologico multifunzionale del fiume Cervaro;
  • Valorizzazione tratto pugliese del tratturo Pescasseroli-Candela;
  • Recupero di un tratti del tratturo di Motta Montecorvino
  • Progetto di parco agricolo multifunzionale dei Paduli di San Cassiano
  • Conservatorio botanico “I Giardini di Pomona” (Cisternino): interventi di recupero, conservazione e valorizzazione dell’agrobiodiversità e del paesaggio
  • Regolamento edilizio del comune di Giovinazzo
  • Progetti di copianificazione del  piano del Parco Nazionale dell’Alta Murgia:
  • Area Produttiva Paesaggisticamente ed Ecologicamente Attrezzabile (APPEA) in area ASI Bari-Modugno;
  • Progetti con la Provincia di Lecce di Riqualificazione delle voragini naturali e riqualificazione paesaggistica delle aree esterne e dei canali ricadenti nel bacino endoreico della valle dell’Asso per la fruizione a fini turistici;
  • Bonifiche ambientali, recupero aree degradate di cave dismesse della provincia di Lecce;
  • “Progetto di riqualificazione paesaggistica delle cave in località “Spirito Santo” e progetto per il Centro ILMA Prevenzione e Riabilitazione Oncologica. Hospice e Centro Studi Ricerche.

(Scarica il documento: 4.3 Progetti Integrati di Paesaggio Sperimentali)

 

Le linee guida: abachi, manuali, regolamenti

Per rendere più articolati e operativi gli obiettivi di qualità paesaggistica che il Piano propone, si utilizza la possibilità offerta dall’art. 143 comma 8 del Codice dei beni culturali e del paesaggio che prevede  “il piano paesaggistico può individuare anche linee guida prioritarie per progetti di conservazione, recupero, riqualificazione, valorizzazione di aree regionali, individuandone gli strumenti di attuazione, comprese le misure incentivanti”.

Le linee guida che il piano propone (alcune delle quali già operanti nei progetti sperimentali) sono redatte in forma di schede norma, progetti tipo, abachi, regolamenti, ecc.

Le linee guida fino ad ora prodotte, e che rappresentano l’esito di una collaborazione attiva con gli altri settori dell’amministrazione regionale competenti in merito ai temi di volta in volta trattati, riguardano i seguenti tematismi:

  • Linee guida sulla progettazione e localizzazione di impianti di energie rinnovabili (fotovoltaico, eolico e biomasse). Criteri localizzativi, dimensionali e tipologici degli impianti (con i settori Sviluppo Economico ed Ecologia);
  • Linee guida sulla progettazione e gestione di aree produttive paesisticamente e ecologicamente attrezzate(APPEA)
  • La sperimentazione è gia avviata sulle aree industriali di Modugno e Cisternino. Declinazione delle regole generali in aree PIP e zone ASI, edificazioni lineari e diffuse (con i settori Sviluppo Economico ed Ecologia).
  • Linee guida per la qualificazione paesaggistica e ambientale delle infrastrutture;
  • Classificazione delle infrastrutture: strade parco, strade panoramiche, viali monumentali alberati, strade di mobilità dolce-rete ciclabile, sentieri, ippovie, tratturi; azioni di mitigazione o valorizzazione, indicazioni progettuali (con il Piano regionale dei trasporti).
  • Linee guida per il patto città campagna: riqualificazione paesaggistica delle periferie, degli insediamenti costieri degradati e delle aree agricole perturbane;

Riferimento alle criticità delle morfotipologie insediative delle urbanizzazioni contemporanee (tassonomie) e alle proposte di scenario riguardanti la riqualificazione degli spazi aperti del “ristretto”, dei parchi agricoli periurbani e delle connessioni con la campagna profonda (con il settore Agricoltura).

  • Linee guida per un regolamento edilizio tipo (esemplificazione sul progetto sperimentale del Comune di Giovinazzo e sul progetto sperimentale con il piano del Parco dell’Alta Murgia).
  • Linee guida per il restauro e il riuso dei manufatti in pietra a secco: trulli, iazzi, casedde, paggiare, muretti a secco, cisterne..
  • Linee guida per il recupero, la manutenzione e il riuso dell’edilizia e dei beni rurali

 

Elaborati dello Scenario Strategico del PPTR

Da questa pagina puoi accedere agli elaborati dello Scenario Strategico del PPTR

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